Google e le strane norme sulla privacy

Sarà per via delle recenti accuse dell’UE sui suoi abusi di posizione dominante, o per semplice cautela, in questi giorni Google ha sottoposto all’attenzione di milioni di utenti un avviso riguardante le Norme sulla Privacy utilizzate. Come spesso accade in questi casi, pochissimi leggeranno le norme con attenzione e forse è proprio su questo che Google confida.

Cliccando sull’avviso veniamo riportati alla pagina:

https://support.google.com/accounts/answer/6227261?hl=it&ref_topic=6227256

Viene scritto:

Quando utilizzi un servizio Google potresti ricevere da Google un promemoria sulla privacy. Ai sensi delle leggi per la protezione dei dati, chiediamo agli utenti di Google di leggere e accettare alcuni concetti fondamentali delle nostre Norme sulla privacy.

Togliamoci lo sfizio di leggere alcuni stralci di queste simpatiche norme:

Allora come prima cosa leggiamo che Google al fine di soddisfare le seguenti (in fin dei conti innocue) necessità:

  1. Capire elementi fondamentali come la lingua parlata dall’utente
  2. Oppure quali annunci potrebbero essere più utili per l’utente,
  3. Le persone che potrebbero interessare di più all’utente online
  4. Quali video di YouTube potrebbero piacere all’utente.

Raccoglie e memorizza automaticamente informazioni senza esplicito consenso dell’utente, mediante l’utilizzo dei servizi Google. Queste informazioni comprendono:

  • Informazioni specifiche del dispositivo (ad esempio il modello del computer o del dispositivo mobile e versione del sistema operativo)
  • Identificatori univoci dei dispositivi (Codice IMEI del tuo dispositivo)
  • Informazioni sulla rete mobile, compreso il numero di telefono.
  • Google potrebbe associare gli identificatori del dispositivo o il numero di telefono dell’utente al suo account Google.
  • Modalità di utilizzo dei nostri servizi, come le query di ricerca (cosa digiti su Google o sul Play Store o su Google Maps per esempio)
  • Informazioni sui log relativi alle telefonate, ad esempio numero di telefono, numero del chiamante, numeri di deviazione, ora e data delle chiamate, durata delle chiamate, informazioni sull’inoltro di SMS e tipi di chiamate.
  • Indirizzo di protocollo Internet. (il tuo IP)
  • Informazioni sulla attività del dispositivo quali attività di sistema, impostazioni hardware, tipo di browser e lingua, data e ora delle richieste e degli URL di riferimento
  • Cookie che potrebbero identificare in modo univoco il browser o l’account Google dell’utente
  • Informazioni sulla posizione dell’utente mediante l’uso dell’indirizzo IP, del GPS e altri sensori (Ad esempio, un accelerometro può essere usato per determinare la velocità, o un giroscopio la direzione di uno spostamento, N.B. Google stessa riporta queste informazioni). A tal fine Google raccoglie informazioni anche sui punti di accesso Wi-Fi e sui ripetitori di segnale dei cellulari nelle vicinanze.

 

Ora, quello che mi chiedo io, e a questo punto vi starete chiedendo anche voi: Al fine di capire cosa “mi piace vedere su youtube” o quali annunci siano più utili per me sono necessarie ovviamente le informazioni sulle mie ricerche online (ad esempio se cerco spesso “automobili” è probabile che mi interesseranno annunci sulla vendita di auto)

Ma l’IMEI del mio telefono, la direzione e la velocità verso la quale mi sto muovendo, la mia posizione, il numero delle chiamate che effettuo, le informazioni sui miei SMS, ora, data e durata delle mie chiamate dal cellulare, le impostazioni hardware dei miei dispositivi, data e ora delle richieste e degli URL di riferimento a cosa gli servono?

Archiviano una quantità enorme di informazioni su di noi, Non ci è dato sapere per quanto tempo quei dati rimarranno archiviati e non ci è permesso impedire la raccolta di questi dati. Stanno creando degli enormi libri mastri su di noi. Spulciando la Norma e la pagina privacy di Google veniamo a sapere che possiamo controllare solo le modalità di divulgazione di queste informazioni (verso altri utenti), non possiamo evitare che vengano raccolte e utilizzate da Google. L’unico modo, viene detto, per evitare ciò è installare speciali pacchetti browser che impediscano il funzionamento dei cookie di Google, ma questi pacchetti non sono disponibili per tutti i tipi di browser e dispositivi e non tutti gli utenti sono in grado di installarli. Inoltre nonostante l’utilizzo di questi pacchetti non sapremo mai quante informazioni Google è ancora in grado di raccogliere.

L’azienda di Mountain View non è la sola ad utilizzare questo tipo di aggressiva e massiccia raccolta di informazioni, Facebook fa lo stesso, facendo leva soprattutto sui contenuti che noi stessi inseriamo. Se avete voglia di leggervele, ecco le norme del gigante blu: https://it-it.facebook.com/about/privacy

 

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11 thoughts on “Google e le strane norme sulla privacy

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    Cos’è? Un servizio di marketing? Direi che sono soldi spesi male …

    1. Ciao Andrea, ma sei matto… non ho pagato per nessun commento. Di automatici ne ricevo molti ma non li approvo. Quelli che vedi sul sito sono stati tutti pubblicati senza che io facessi nulla.

  8. ma insomma da profana, se io non voglio accettare il promemoria di google devo per forza eliminare l’account?

    1. A quanto ho capito si, se si vuole usare i loro servizi bisogna per forza accettare le condizioni. Il problema è che i loro servizi li offrono solo loro. E’ difficile trovare aziende che offrano la stessa qualità. Microsoft prende gli stessi dati con Bing. Dovremmo svegliarci tutti un giorno e metterci a usare servizi alternativi ma anche meno potenti.

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