Quello che (ancora) non avete letto sul caso Volkswagen

Alla fine la storia si ripete sempre. Gli italiani servi, i francesi orgogliosi, i tedeschi invasori e gli inglesi fieri paladini della resistenza, con un unico comune denominatore: Sono gli Stati Uniti a dirigere la baracca e chi osa sfidarli, è destinato a fare i conti con lo Zio Sam. Il 18 settembre l’EPA americana si è ricordata, dopo un anno di attesa, di denunciare la Volkswagen per aver truccato i motori diesel. Ma ci si chiede perché proprio la Volkwagen e perché proprio ora. Del resto quanti scandali sono passati quasi inosservati nella storia moderna? Le violazioni di privacy e di antitrust di Google e Microsoft, l’assassinio di Enrico Mattei da parte delle compagnie petrolifere USA, i gravi conflitti di interesse del Governi Monti, Letta e Renzi, in cui il potere bancario arrivava a controllarsi da solo poiché metteva i propri uomini ai vertici degli organismi di controllo. Ma quello che passa nei media sono solo i conflitti di interessi del presidente del consiglio non allineato di turno, come l’ex presidente Ucraino, o ancora quello della Volkswagen. Non si tratta solo di due pesi e due misure, qui si tratta di scelta selettiva e strategica delle informazioni da dare letteralmente in pasto al popolo.

Analizziamo il caso: Quello che sappiamo è che davvero in pochi credono che sia solo la casa automobilistica tedesca ad aver truccato i software e truffato i clienti, tanto è che in borsa è crollato l’intero comparto automobilistico, con Volkswagen in testa.

Ma la cosa più curiosa è che a inizio di questo stesso settembre la Germania ha stipulato un contratto con E.On, Basf e Gazprom per raddoppiare il gasdotto North Stream:

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-09-05/gazprom-via-nord-stream-2-081419.shtml?uuid=ACwf9ds

Portando la fornitura di gas russo in Europa a quota 110 miliardi di metri cubi, cifra sufficiente a sostituire ampiamente il South Stream e a portare enormi vantaggi economici e geopolitici alla Germania e alla Russia, a tutto detrimento degli USA. Non a caso il progetto fallito del South Stream ha sempre fatto preoccupare molto l’amministrazione Obama, e al quale gli USA si sono sempre opposti, arrivando, se vi ricordate quest’estate, a proporre una fornitura a medio termine di shale oil americano. In sostanza, Mosca, dopo il fallimento del gasdotto South Stream e delle trattative con Ankara (Capitale notoriamente fedele agli USA) per l’alternativo Turkish Stream è riuscita a raggiungere il proprio obiettivo attraverso trattative non ufficiali con il governo Tedesco, formalmente vicino agli Stati Uniti.

Questo ci interessa poiché è noto che gli USA sono costantemente impegnati nell’isolare economicamente la Russia e circondarla militarmente, e la minaccia più grande al dominio americano è un asse tra Mosca e Berlino. Non è un segreto che gli Sati Uniti hanno da sempre osteggiato la vicinanza tra la tecnologia, le capacità produttive e le risorse finanziarie tedesche con le risorse naturali e la manodopera russa. Un’alleanza russo-tedesca minaccerebbe l’egemonia degli Stati Uniti nel mondo.

Parliamo di cose dette e ridette dagli stessi uomini chiave USA, ma mai riproposte con analisi lucide e razionali dai media convenzionali. A cominciare da George Friedman, scienziato politico e CEO della STRATFOR, mano destra dei servizi Atlantici:

“Il principale interesse per gli USA per via del quale abbiamo combattuto le guerre, Prima e seconda guerra mondiale e guerra fredda consiste nella relazione fra Germania e Russia perché se si uniscono sono l’unica potenza che possa minacciarci e il principale interesse è essere sicuri che ciò non succeda. Gli USA hanno un interesse fondamentale; ora controllano tutti gli oceani del mondo, nessuna potenza si è mai nemmeno avvicinata a farlo. È grazie a questo che noi possiamo invadere dei popoli ma non possiamo essere invasi, una cosa bellissima, tenere saldo il controllo dei mari e dello spazio è alla base della nostra potenza. Il modo migliore per sconfiggere una flotta nemica è impedire che sia mai costruita, il modo in cui i britannici son riusciti a garantirsi che nessuna delle potenze europea potesse costruirsi una flotta consisté nel far in modo che gli europei se lo impedissero a vicenda”

Come potete vedere, i crucchi a settembre hanno fatto davvero infuriare Zio Sam.

Non va inoltre dimenticato l’atteggiamento della Germania nei confronti del governo Greco. Berlino tiene sotto scacco Atene attraverso l’opposizione alla ristrutturazione del debito caldeggiata dallo stesso FMI. Questa instabilità finanziaria è diventata per la Germania uno strumento di pressione politica da usare per avere essa stessa voce in capitolo in questioni più ampie, cosa che gli Stati Uniti non gradiscono affatto, come non apprezzano per nulla le politiche economiche tedesche, le quali esportano deflazione e accumulano attività finanziarie sull’estero. Berlino dovrebbe adottare una politica monetaria espansiva, e stimolare i consumi interni per non basare l’intera propria economia sull’export a svantaggio dei suoi partner commerciali. Ma la Merkel assieme ai falchi della Bundesbank continuano a osteggiare il Quantitative Easing della BCE, al fine di proseguire sul proprio egoistico cammino deflazionistico. In tutto questo gioco di Paesi Sovrani, l’Italia fa la parte della piattola, dell’insetto che viene schiacciato in meccanismi molto più grandi della visione d’insieme dei suoi cittadini.

Il Volkswagen-gate è stato un memorandum. Un segnale di forza, a ricordare ai tedeschi chi ha vinto la guerra. Un iniziale avvertimento del tipo: “O la finite o non esporterete nemmeno più una spillatrice per cent’anni”

Le forze in gioco sono numerose, ma dobbiamo ricordarci che l’unica cosa che conta davvero a questo mondo è la comunicazione, I Media, e i Media sono, in un modo o nell’altro, controllati dagli USA. Ed è per questo che se in questi giorni l’UE condanna le Company americane a non trattenere i dati dei cittadini europei nei server negli Stati Uniti, perché l’UE non crede nella gestione opportuna di tali ricchezze, nessuno scandalo si alza, e Google tiene forte il mercato, mentre Volkswagen no. (i dati personali valgono diverse centinaia di dollari ad utente per Google o Microsoft, e cancellarli significa perdere quel denaro)

 

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