La donna che bypassava la Natura

Marlice Van Der Merwen, una ragazza normale, che nel corso della sua vita ha sviluppato la stupefacente capacità di affrontare e dominare predatori selvatici come questi ghepardi, nel loro habitat naturale. Marlice è già ampiamente conosciuta e ha già riscosso molto successo per le sue capacità, ma quello che si percepisce guardando questo video è più profondo e imponente di quanto una superficiale analisi logica possa far emergere…

La natura è qualcosa di spettacolare, è un sistema perfetto di meccanismi sviluppatisi in un miliardo di anni di evoluzione. Questi sistemi sono così completi, che nell’adempimento del loro scopo principale, e cioè l’evoluzione stessa, permettono di aggirare se stessi, e cioè quelle regole che apparentemente sembrerebbero regole indiscutibili e definitive. Parliamo dell’ancestrale rapporto tra preda e predatore, della paura, dell’emissione elettromagnetica di quell’emozione negativa che impedisce ad un animale diurno di non avventurarsi in una oscura e buia caverna, poiché in quel profondo e misterioso loculo può nascondersi qualsiasi cosa, finanche la morte stessa. La paura è un chiaro sintomo di incontrollabilità dell’evento, di inferiorità tattica di una gazzella nei confronti di un leone e dei suoi denti, di un uomo privo di armi tecnologiche e biologiche dinanzi una tigre affamata…

Immaginate di incontrare improvvisamente, in questo stato, un grande leone nella savana. Ci sono due tipi di reazioni possibili di cui ci si può avvalere: Fuggire o Combattere (Fight or Flight per gli anglosassoni). In una frazione di secondo il cervello elabora alla velocità della luce le due alternative. E’ facile immaginare che nella stragrande maggioranza dei casi la reazione sarà la fuga nel caso di un capoccione, molliccio e spennato come un essere umano. Per favorire la fuga, il cervello entra in uno stato iper-adrenalinico, scatenato dalla paura di venire divorati ad esempio. In quel caso le sostanze chimiche rilasciate permetteranno di correre più veloce di quanto non si era mai fatto prima.

È così che nei millenni di evoluzione i predatori hanno imparato a sentire l’odore chimico della paura, a sentire il vibrare del campo bioelettrico della paura di una preda. Perché appunto, “paura”=”preda sicura” e un animale senza paura, è plausibilmente un animale che sa come difendersi.

Ora, immaginate una ragazza senza armi, né altro per difendersi, una preda a tutti gli effetti, che in caso di attacco da parte di qualsiasi predatore sarebbe un pasto facile, che però ha imparato a bypassare il meccanismo millenario del Fight or Flight. Cosa impossibile per qualsiasi altro animale, ma non per un essere umano dotato di coscienza e consapevolezza. La meravigliosa perfezione dell’Universo sublimata nell’atto cosciente di controllare le proprie emozioni primitive.

D’un tratto il Leone o il Ghepardo, abituato ad essere il predatore, si trova di fronte un essere con tutte le sembianze di una preda, ma senza la sua caratteristica paura. L’animale non osa attaccare, perché la condizione millenaria “paura”= ”preda facile” con cui la sua specie aveva sempre trovato sicurezza nella caccia non è soddisfatta, riducendo le proprie azioni in un intermittente e contraddittorio loop decisionale di attacchi e ritirate atte a testare incredulamente la consistenza di una paura che non c’è, di una preda che è diventata ascesa, illuminata, intoccabile agli occhi del predatore.

Questo video fa pensare a quanto sia lungimirante la natura e vasto il progetto universale. E a quanto riesca a trascendere una concezione materialistica, compartimentata, regolamentata e quasi burocraticizzata della natura. L’evoluzione è un meccanismo che non si ferma mai e che anche in questo momento sta plasmando l’umanità, in forme e modi che Lamarck e Darwin non potevano forse ancora sospettare, attraverso la sorprendente proprietà olografico frattale dell’universo, riassunta nell’ermetico “come in alto così in basso”. Allora l’evoluzione fisica può fermarsi già adesso nel caso degli uomini, aprendo la sfida dello stadio successivo: L’Evoluzione Spirituale dell’Intelletto. Coltivare quello Spirito Intelligente di cui diceva Gustavo Adolfo Rol è forse il vero senso e significato di una vita che si riscopre ogni giorno più profondamente degna di essere capita.

Buona Razionatica Evoluzione 😉

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