Chi ha portato la guerra in Siria?

Qui potete leggere l’inizio dell’articolo. Ora cerchiamo di comprendere chi sta combattendo in Siria, e per cosa lo sta facendo attraverso una disamina degli schieramenti in campo:

Schieramento Governativo (sostenuto da: Russia, Cina, Iran, Corea del Nord, Iraq, Venezuela, Bielorussia, Algeria)

  • Governo Siriano (Bashar Al-Assad)
  • Altri piccoli gruppi come il Fronte per la liberazione della Palestina

Schieramento anti governativo (sostenuto dall’Arabia Saudita, Qatar, USA, Turchia, Regno Unito , Francia e, di fatto, anche se non ufficialmente da Israele, vedi Link1 link2 link3)

  • Coalizione Nazionale Siriana
  • Ribelli moderati islamici (Fronte Islamico) di ideologia salafita (7 gruppi) che combattono contro Assad, 60.000 uomini armati finanziati dall’Arabia Saudita e dal Qatar.
  • Esercito Siriano Libero
  • ISIS (di ideologia salafita)

Neutrali

  • Curdi Siriani, Comitato Supremo curdo (Dbk) di cui fanno parte il Partito dell’Unione Democratica (PYD) e il Consiglio Nazionale Curdo (KNC) (contro ISIS)

Analizziamo con più attenzione le forze anti Assad…

1) La Coalizione Nazionale Siriana è il principale organo politico dell’opposizione siriana al governo di Bashar al-Assad. A novembre 2012 si sono fatti un bel selfie davanti un simpatico occhio onniveggente, curiosamente identico a quello del Consiglio Europeo

Consiglio Siria Unito 2Attribuzione: “Syrian National Coalition Members 11-11-2012 (Press photo)” di SyrianNationalCoalition – Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons

Questo lascia ben capire quanto l’SNC sia vicino all’Istituzione Europea, o comunque provenga dalla stessa matrice dirigenziale atlantista con il debole per l’esoterismo. Guardacaso il Syrian National Coalition è stato riconosciuto anche dall’Unione Europea, in quanto “legittimo rappresentante delle aspirazioni del popolo siriano”[51] nonché dal Consiglio di cooperazione del Golfo[46], dalla Lega araba[47](e cioè Arabia Saudita in testa), dagli Stati Uniti[48], dalla Turchia[49], dalla Francia[50]

Bisogna sottolineare che l’Arabia Saudita http://www.theatlantic.com/ e gli USA http://www.france24.com/ sostengono anche forze ribelli estremiste come Al Nusra ed ISIS che combattono sempre Assad attraverso finanziamento e addestramento, tanto è che Putin fece irritare molto Washington con il suo intervento anti-ribelli (vedi riferimento). Legando quindi per comuni obiettivi e sostenitori una forza apparentemente pacifica e legittima come vorrebbe apparire l’SNC, ai Ribelli Salafiti che usano scudi umani siriani per non farsi colpire. Lasciando intendere che il piano era quello di deporre Assad con la violenza anche contro il popolo, attraverso le frange estremiste Ribelli e l’ISIS, una volta deposto si sarebbe proceduto all’annientamento delle pedine impazzite dell’ISIS attraverso gli schieramenti USA in medio oriente (portaerei) facendo poi andare al Governo la filiale “immacolata” dei ribelli (l’SNC), con tanto di gagliardetto nuovomondialista. Ormai le portaerei USA si sono dovute ritirare nello sconcerto del mondo a seguito dell’attacco Russo. Molti si sono chiesti il perché, non credendo alle dichiarazioni ufficiali USA per cui il ritiro era dovuto alla necessità di non interferire con le manovre Russe. E’ invece assai più probabile che l’intervento Russo abbia fatto saltare i piani USA di intervento rendendo inutile e vana la presenza della Roosevelt al largo delle coste Siriane, in una Siria in mano ancora al suo legittimo Governo.

2) Esercito Siriano Libero

A battagliare sul campo le forze di Assad c’è l’ESL, che viene fondato ufficialmente il 29 luglio 2011 da un gruppo di ex ufficiali siriani guidati dal colonnello Riad al-Asaad[56]. l’ESL è una milizia combattente strutturata, suddivisa in brigate con centri di comando nelle principali città siriane formata da circa 50.000 effettivi, pare per lo più disertori. La sede centrale dell’ESL è in Turchia, da cui riceve finanziamenti e sostegno.

3) Fronte al-Nusra

Tra le file dell’opposizone armata al Governo Siriano[66] si aggiunge il Fronte al-Nusra, il più numeroso e organizzato gruppo jihadista salafita. Il Fronte è considerato il ramo siriano della rete terroristica di al-Qaeda ed ha ricevuto pubblicamente il riconoscimento di Ayman al-Zawahiri[67]. Alcuni suoi membri utilizzano apertamente il nome “al-Qaeda in Siria”[68].

Oltre alle tattiche di guerra tradizionale, il Fronte si rende protagonista di un’ondata di attentati suicidi (almeno 50) in cui spesso rimane vittima anche la popolazione civile. Nel dicembre 2012 il Fronte al-Nusra viene annoverato tra le organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti[73].

CONTEMPORANEAMENTE Il Fronte al-Nusra collabora con l’ESL APPOGGIATO e addestrato DAGLI STATI UNITI com’è stato affermato pubblicamente dal senatore repubblicano McCain, nonché finanziato da un componente della NATO (la Turchia) su tutti i principali fronti della guerra civile, in particolar modo ad Aleppo[74]. Fino a luglio 2013 quando i territori indebitamente sottratti al leggittimo governo siriano diventano oggetto di contesa tra i due schieramenti. A partire dalla metà del 2013 il Fronte al-Nusra assume la leadership di numerose battaglie e, grazie alla determinazione dei suoi miliziani, aumenta notevolmente il proprio peso nel fronte ribelle, fino ad egemonizzarlo soprattutto nel governatorato di Raqqa, che diventa “la più grande città mai controllata da al-Qaeda[75].

Oggi in pratica i Russi stanno aiutando i Siriani a riparare ai danni occidentali. Danni mirati unicamente alla destabilizzazione consapevole della regione medio orientale. Sempre che i Russi a loro volta non abbiano oscure commistioni con i poteri occidentali. Ma questo è un altro discorso.

Si stima che il numero di miliziani del Fronte al-Nusra si aggiri intorno ai 20.000[77], inclusi molti combattenti non siriani. Un articolo del The Guardian analizza la provenienza dei combattenti non siriani:

“Abu Omar gave an order in Arabic, which was translated into a babble of different languages – Chechen, Tajik, Turkish, French, Saudi dialect, Urdu

Nel fronte di Al Nusra abbiamo quindi Ceceni (storici nemici Russi), Turchi (Storicamente in attrito con Assad e membri della NATO), Sauditi (finanziatori del poco moderato Fronte Islamico) e Pakistani (Urdu) storicamente vicini all’amministrazione USA.

La Cecenia è stata in guerra 2 volte con la Russia, che ha chiari interessi strategici in Siria dal momento che con la caduta di Assad il fronte atlantico si ritroverebbe la via spianata per l’Iran, facendo assottigliare sempre di più gli alleati della Russia ed accerchiando militarmente in maniera sempre più pressante e arrogante la Federazione Russa e il resto dei BRICS.

4) Stato Islamico dell’Iraq e Levante (ISIL) a volte menzionato come ISIS o IS o Califfato, tanto per confondere le idee

Come se non bastasse, a martoriare l’Esercito Regolare siriano è giunto l’ISIS. Pare sia nata dall’AQI (Al Qaeda in Iraq) in seguito alla destabilizzazione dell’Iraq operata dagli USA nel 2003. Di lì sembra entrò a far parte di un piano della CIA per far si che gli USA avessero uno strumento a disposizione per far insorgere guerriglie antigovernative in medioriente laddove fosse stato necessario. Da qui nacque l’ISIS, rafforzato poi dalle milizie armate dagli stessi USA per combattere Gheddafi in Libia. Infatti, a seguito dell’abbattimento illegittimo del governo Libico l’instabilità diffusa anche in Africa settentrionale fornì all’ISIS uomini e mezzi precedentemente utilizzati per distruggere la struttura governativa libica. Questo in seguito favorì anche il rafforzamento dell’ISIS in Libia, con le conseguenti minacce all’Italia: http://www.ilgiornale.it/.

Risulta quindi che lo sponsor principale dell’ISIS è l’Occidente che sembra operare la sua politica internazionale con chiaro intento destabilizzante.

Questo link fornisce molti spunti per capire che la commistione tra amministrazione USA e ISIS che non è solo una relazione casuale di causa effetto, ma è deliberata e intenzionale. http://www.eunews.it/2015/06/05/come-gli-stati-uniti-hanno-aiutato-isis/36686

Già nel 2014 infatti era chiaro come gli stati arabi alleati degli USA stavano sostenendo l’ISIS con armi e finanziamenti:

senza ricevere altro che timidi rimproveri dagli USA. Queste timide critiche nei confronti dei loro alleati hanno coinciso con la decisione da parte del governo di bombardare l’ISIS quando ormai il gruppo aveva già conquistato la Siria orientale e l’Iraq occidentale. Le azioni militari USA però misteriosamente non seppero raggiungere alcun risultato, fatto che unito all’enorme successo militare Russo dello scorso settembre avvenuto in poco più di una settimana contro l’ISIS, prova indubbiamente che c’è una differenza abissale tra ciò che gli USA DICHIARANO E CIO’ CHE FANNO REALMENTE.

Gli Stati Uniti stessi hanno continuato ad inviare armi in Siria nonostante fosse evidente che alcune (o la maggior parte) di queste sarebbero finite nelle mani dell’ISIS. “Intratteniamo buoni rapporti con i nostri FRATELLI dell’ELS”, ha dichiarato il leader dell’ISIS Abu Atheer nel 2013, riferendosi appunto all’Esercito Siriano Libero, finanziato da un membro della NATO e sostenuto dagli USA, da cui disse di aver acquistato missili antiaerei e anticarro.

Non è finita qui. Infatti scopriamo da un documento declassificato (pag. 5 del pdf, paragrafo C) che il Defense Intelligence Agency (DIA), ovvero il Dipartimento della Difesa USA sapeva perfettamente già tutto ad agosto 2012:

Se la situazione dovesse degenerare (lo scontro tra Assad e le forze ribelli e islamiste), c’è la possibilità che venga fondato un principato salafita nella Siria orientale (Hasaka e Der Zor). Questo è esattamente quello che vogliono le potenze che sostengono l’opposizione, al fine di isolare il regime siriano, considerato un punto di riferimento strategico per l’espansione sciita (Iraq e Iran).

Mentre i politici e gli esperti statunitensi hanno addossato la responsabilità per l’ascesa dell’ISIS all’ex presidente iracheno Nouri al-Maliki e ad Assad – o al ritiro delle truppe americane dall’Iraq –, il rapporto della DIA ci rammenta che l’evento determinante per l’ascesa dell’ISIS è stato l’appoggio delle potenze occidentali ai gruppi ribelli (moderati e non).

“Intere unità di ribelli sostenuti dalla CIA” – si sono unite al Fronte al-Nusra e all’ISIS. Nei primi mesi del 2015, il principale gruppo alleato degli USA, Harakat al-Hazm, stava per essere sopraffatto dall’ISIS – e dunque si è unito ad esso. Il tutto mentre le portaerei americane (quando ancora non se n’erano andate per via dei Russi) potevano senza nessun problema sostenere Harakat al-Hazm, bombardando le postazioni dell’ISIS. Questo dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che c’è un preciso piano di Washington a sostegno dell’ISIS in medio oriente.

Il documento della DIA del 2012 conferma che i reazionari hanno dominato l’opposizione fin dalla prima ora.

I salafiti, i Fratelli musulmani e al-Qaeda in Iraq (AQI) sono le forze principali dietro all’insurrezione in Siria

si legge nel documento, che sostiene anche che

l’AQI ha sostenuto l’opposizione siriana fin dall’inizio.

Avete capito? L’AQI ha sostenuto l’opposizione siriana, sostenuta anche dall’amministrazione USA, che con i suoi satelliti mediorientali e tutto l’occidente non ha fatto altro che sopportare niente di meno che Al-Qaeda, e il fronte islamico estremista. Al-Qaeda in Iraq altro non è che la propaggine dell’organizzazione che si suppone ufficialmente fautrice degli attentati dell’11 settembre 2001. E con tutte le prove che abbiamo riguardo la complicità del governo USA in quegli attentati, non risulta una sorpresa veder collaborare Servizi USA con l’organizzazione terroristica attraverso il non interventismo e il trasferimento diretto e indiretto di risorse belliche e finanziarie.

5) Fronte Islamico

Il Fronte Islamico è una coalizione di 7 gruppi armati di ispirazione salafita che si oppongono militarmente al governo siriano.

Il Fronte Islamico e in particolare alcuni gruppi che lo compongono sono pesantemente finanziati e armati dall’Arabia Saudita che, secondo alcune fonti, riesce anche a influenzare le decisioni sul campo[98].

Il Fronte Islamico non riconosce l’autorità della Coalizione Nazionale Siriana ma di fatto fa opposizione armata solo contro il governo siriano, al quale nega ogni forma di accordo politico.

Tra le file del Fronte Islamico militano molti combattenti non siriani[100]. Cosa che ci fa chiedere: Come può un organizzazione composta al 50% da non siriani, chiedere la deposizione di un Governo Siriano?

E’ chiaro che una richiesta proveniente da un gruppo simile non ha nessuna legittimità, ma solo un utilità pratica a vantaggio delle potenze occidentali che non vedono di buon occhio il Governo di Assad.

In conclusione, forse dovremmo comprendere quanto serva indignarsi per le cose giuste. Il fatto che Marquez abbia sottratto un mondiale a Rossi non cambierà nulla, non avrà la minima ripercussione sulle nostre vite. Una Siria destituita della sua sovranità invece può avere effetti disastrosi sul futuro del mondo. Sta a noi scegliere se aprire gli occhi e unirsi alla resistenza. Una resistenza che non si combatte armi, nè pietre nè bastoni, ma con la mente. Una resistenza contro la propaganda e contro l’irrazionalità di una società occidentale sempre più pregna di contraddizioni.

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