Marquez, Assad, e il cortocircuito mediatico

Prendiamo un fatto attualissimo di cronaca sportiva che sta facendo indignare mezzo mondo, pare infatti molto facile rendersi conto del comportamento antisportivo di Marquez nei confronti di Rossi, tanto è che milioni di persone sono in subbuglio per le sue velate ma chiare provocazioni. Il comportamento scorretto dello spagnolo è sotto gli occhi di tutti, e i social network sono strapieni di articoli e utenti che parlano di questo argomento, nonché talk-show e speciali di approfondimento dei tg.

Quello che risulta curioso è come una situazione in tutto simile a quella del caso Rossi-Marquez, ma relativa alla ben più importante sfera politica internazionale, non solo non riesca a far indignare le persone allo stesso modo, ma sembra che non riesca nemmeno ad essere assimilata nei suoi più elementari elementi. Una sorta di fenomeno di autoesclusione di notizie non conformi alla visione pre-instillata del mondo.

Portando delle prove e dei fatti che sono ancora più evidenti ed espliciti dei corrispettivi eventi del motoGP, riguardanti però la situazione Siriana, la mente di una persona normale va essenzialmente in corto-circuito, come se nella sua testa iniziasse una battaglia tra due verità contrapposte, che però non può essere vinta da nessuna delle due, perché da una parte ci sono le credenze più profonde instillate in decenni di dominio mediatico e dall’altra ci sono i fatti reali. E’ qui che la mente è costretta, con un immane sforzo inconscio a sdoppiare il pensiero e a far vincere entrambi gli schieramenti, ingannando la coscienza nascondendo nei recessi mentali la verità “scomoda”…

E’ come se un tifoso di motomondiale desse contemporaneamente ragione sia a Rossi che a Marquez. Tifando e condividendo articoli a favore dello spagnolo, nonostante riconosca come reali fatti e prove video contro di lui.

Ma non può esistere una via di mezzo. Esiste chi è per Rossi e chi è per lo spagnolo. In entrambi i casi l’inconscio deve solo dare una “spintarella” alla ragione, portandola sull’una o sull’altra parte.

Con la politica internazionale non è lo stesso, dal momento che in una condizione di non influenza propagandistica la maggior parte delle persone si schiererebbero per Assad visto che è la parte lesa, in evidente inferiorità numerica e logistica contro dei “ribelli” addestrati, equipaggiati e finanziati direttamente o indirettamente dall’Occidente, la Siria è aggredita in casa propria e circondata, e chiunque in una condizione normale si indignerebbe. Questo viene prevenuto dal sistema mediatico attraverso la somministrazione di informazioni contrastanti, e l’educazione sin dalla più tenera età al rispetto verso l’autorità e all’osservazione di ogni regola sociale venga emanata dall’alto. Un occidentale in sostanza, dopo aver visionato il materiale che è riportato in questo articolo e nel prossimo è capace di sostenere contemporaneamente che:

  1. Il Governo di Assad non ha mai minacciato nessuno (clicca se vuoi approfondire), ed ha sempre rispettato i diritti delle minoranze religiose all’interno dei propri confini. I ribelli sia del ESL che dell’ISIS sono banditi e terroristi che trucidano cristiani e uccidono chiunque si permetta di sostenere il governo di Assad, radendo al suolo chiese e interi villaggi, derubano la gente e rivendendo il bottino nella vicina turchia. I siriani VERI in realtà accettavano Assad, e in questi tempi tumultuosi stanno scappando dalle milizie finanziate dall’occidente, per raggiungere l’Europa.
  2. Il Governo di Assad è il male e deve essere rimosso con l’aiuto dei ribelli che amano tanto la democrazia USA.

Questi 2 punti sono chiaramente in CONTRAPPOSIZIONE, ma nella mente del bipensante occidentale no. Orwell, nel suo 1984, presagiva già alla fine degli anni 40’, questo meccanismo battezzandolo appunto Bipensiero.

Questo è possibile grazie a dei media che (anche inconsapevolmente) diffondono notizie contraddittorie, tutte immancabilmente rispettose dell’ordine costituito.

Ci sono infatti una marea di articoli di un natura propagandista che farebbero invidia persino alla Filmkammer di Goebbels, ma per motivi di tempo e di spazio analizziamo questo servizio di Lucia Goracci di Rainews24 dello scorso 6 novembre. Vorrei soffermarmi in particolare sulla duplicità di un servizio che è capace di riportare gli orrori dell’ISIS e parlare male del regime che lo combatte, nello stesso momento. Siamo al cortocircuito totale:

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Siria-tra-i-cristiani-

“La pioggia di missili Grad sul villaggio di Mahin

Qui potente rumore di missili giusto per far sentire quanto è terrena, reale e ruvida la guerra, per attirare l’attenzione dello spettatore e metterlo in uno stato di trance ipnotica sotto il comando: “Quello che sto dicendo è REALTA'”

caduto nei giorni scorsi in mano all’ISIS. L’attacco con autobombe. L’esercito siriano ha perso il villaggio. Mahin ospita un complesso militare e un deposito di armi del regime e ora anche il vicino Sadad è direttamente minacciato. E’ un villaggio cristiano, ha 15 chiese siriaco-ortodosse, ma l’interesse del gruppo stato islamico è piuttosto per la breve distanza, 20 km , tra questo villaggio e l’autostrada Damasco-Homs”

I media si riferiscono al governo siriano con il termine “regime”. Aggettivo non del tutto leggittimo e chiaramente infamante. Invece lo stato islamico è un semplice “gruppo”, non sono banditi assassini o terroristi, sono un club di minigolf a cui piace saccheggiare villaggi. E che a Sadad ci vanno per l’autostrada, mica per trucidare i cristiani.

Il generale siriano ntervistato dice:

“L’america e i suoi alleati regionali (fronti ribelli) fingono di combattere l’ISIS ma in verità li riforniscono di armi.”

E a questa affermazione la giornalista riporta:

“L’opinione di questo generale è messaggio ripetuto, chiunque combatte il “regime” è un terrorista, chi sta con il regime è per l’unità della Siria”

La giornalista non solo non ascolta l’opinione del Generale siriano, ma critica, seppur velatamente, e in maniera profondamente irrazionale e subdola, le azioni dell’esercito. Facendo passare che:

Il “regime”, impone ai suoi generali e alla sua popolazione un messaggio “chiaro” e “ripetuto”, del tipo: Chi non sta con noi, è un terrorista, chi invece sta con noi è un “buono” che combatte per l’Unità della Siria.

Mettendo di fatto nella bocca di Assad la frase “Chi non è con me è contro di me.” Parola evangelica abusata nei millenni dai più disparati dittatori, da Mussolini a Lenin fino all’ungherese János Kádár. L’accezione ha un valore di imposizione ed arroganza così negativo, che persino alla Walt Disney pensarono bene di farla dire al cattivo Gaston de “La Bella e la Bestia” e George Lucas la mise addirittura nel copione del cattivissimo Darth Vader facendolo rivolgere ad Obi-Wan Kenobi. FONTE

Film, Libri di Storia e documentari di ogni genere ci hanno incultato fin da piccoli la negatività di questa frase. Capite dov’è la nostra dittatura? È un regime dolce, invisibile, ma potente quanto profonda ed inconscia la corruzione dell’animo di una giornalista che fa propaganda, senza nemmeno, accorgersene. Ci troviamo infatti di fronte ad un corto circuito mentale e mediatico dei giornalisti stessi che devono continuare a demonizzare Assad, riportando contemporaneamente le nefandezze dell’ISIS, con il risultato che a RainNews24 non sanno più che pesci pigliare. Un servizio in cui c’è un Esercito Siriano rispettoso dei diritti della popolazione e di tutte le minoranze religiose, che però deve essere visto secondo lo Status Quo diretto dagli USA, come un NEMICO da ABBATTERE, e un ISIS, chiaramente finanziato e sostenuto dagli stessi USA, che però uccide e trucida CHIUNQUE gli si pari sul suo cammino (compresi gli stessi giornalisti) che deve essere visto come un cattivo non cattivo, un gruppo di amici riuniti contro il dittatore.

La seconda parte di questo articolo, con i documenti del D.I.A. e la circostanzialità delle forze in opposizione ad Assad, provano oltre ogni dubbio che il Generale Siriano dice il VERO. Ma mentre un giornalista normale denuncerebbe la cosa, in occidente ci culliamo nell’irrazionatico pensiero orwelliano. Anche perché se gli USA ci hanno mentito su questo, e cioè sul fatto che vogliono combattere i tagliagole (quelli dei tristemente famosi video-orrori) ma in realtà li appoggiano, e continuano a mentire su questo, vorrà dire che, forse, tutto ciò che pensiamo di sapere sui cosiddetti stati “non allineati”, tra cui la Russia, e tutto ciò pensiamo di sapere sui fatti del passato, tra cui l’11 settembre stesso può benissimo essere stato manipolato allo stesso modo.

Continua:

“Il villaggio di Sadad, circondato dall’ISIS, appare svuotato. Attorno solo soldati che sembrano, anche loro, combattere nel nome di una religione.” Soldato filogovernativo che bacia una Croce Cristiana.

In sostanza, dal momento che questa povera gente è a favore di Assad, la giornalista è inconsciamente ed irrazionalmente costretta a dire qualcosa contro di loro, e cioè che anche loro, in fondo, sono dei fondamentalisti religiosi che combattono per un credo, la qual cosa ha chiaramente un profondo significato negativo. Conscia della “batosta” contro la sacca di resistenza formatasi per proteggere i civili innocenti, la giornalista fa finta di giustificarli dicendo:

“Ma questa è una battaglia per la sopravvivenza, i cristiani sono presi di mira dallo stato islamico

bene, siamo tornati a dire una verità, ma poi il bipensiero torna a regnare e il cervello del redattore, per evitare l’autodistruzione dato l’evidente paradosso appena riemerso dall’ultima frase è costretto a produrre questa sorta di deforme contorsione concettuale:

in Siria, la minoranza è accusata di connivenza con il regime, ma è pronta a respingere ogni minaccia”

Termini come collaborazione, contributo o appoggio sono neutrali, se non positivi. Termini come connivenza invece sono negativi. Infatti da dizionario significa: “Tacito consenso o tolleranza di azione scorretta o colpevole”. Poco importa se letteralmente è l’ISIS che accusa, poichè nella velocità delle parole e delle immagini si si vanno sostanzialmente ad accusare i cristiani di appoggiare un dittatore che si è macchiato di chissà quali crimini contro l’umanità.

Si poteva tranquillamente  scrivere:

“Ma questa è una battaglia per la sopravvivenza, i cristiani sono presi di mira dallo stato islamico che non tollera le minoranze religiose protette dal Governo di Assad”

Non era così difficile non districarsi nel bipolarismo.

I giornalisti di Rainews24 dovrebbero a questo punto anche suggerire ai cristiani di Sadad un altro alleato. Magari potrebbero aiutare loro i cittadini di Sadad a difendersi. Imbracciano un bel fucile, loro, che non sono unti di azioni scorrette e colpevoli. La cosa curiosa è che questo “regime” è colpevole di essersi difeso da un palese tentativo di colpo di stato da parte occidentale. Cosa evidentemente passata inosservata dai media.

Ci muoviamo nelle linee più avanzate della difesa di Sadaad, i cannoni sono puntati in direzione Stato islamico, la strada vuota indica che questo è già fronte

Il villaggio di Mahin si perde da qualche parte all’orizzonte di questo deserto petroso, questo è il punto di massima avanzata che ahinoi giornalisti è consentito dall’esercito siriano

Io non conosco la signora Goracci, ma dubito che abbia il coraggio di spingersi oltre per intervistare un estremista salafita. Questo comunque nessuno glie lo rimprovera, quello mi permetto di notare è che invece di dire la verità, fa apparire l’Esercito Siriano di Assad come un istituzione losca che ha qualcosa da nascondere in quel “deserto petroso”.

Il LORO nemico è a pochi chilometri da qua

Vorrei ricordare che l’anno scorso quando l’ISIS minacciò di arrivare a Roma tutti i giornali titolavano la minaccia del Califfato. Sarebbe meno bipensante riferirsi all’ISIS come il NOSTRO nemico

neessuno, sembra, voleravanzarequest’apparepiuttoosto…comeunaguerra d’attrito.

Dopo il finale ad effetto si cambia scena a favore di una celebrazione funebre:

I funerali di un morto in combattimento riportano dalla propaganda alla realtà.

Questa frase pone una sfida non indifferente alla mia comprensione del servizio, mi farebbe piacere se qualcuno mi spiegasse dov’è la propaganda del Governo Siriano in una lotta contro un nemico fondamentalista come l’ISIS.

George Alkalihl aveva 37 anni, è stato ucciso da un proiettile di mortaio, e ora lo piangono le sue donne, e fuori tutte le donne del villaggio. Dentro l’unico bambino che si vede in giro, è il figlio di dieci giorni di George, il suo corteo funebre prende la via del cimitero. Altri soldati…

Presi fuori tempo in un momento in cui sorridevano mentre andavano a giocare a biglie magari, come a fregarsene del morto

…in direzione opposta verso una guerra, che non sembra, finire mai.

Chissà per colpa di chi? E soprattutto chissà chi ha iniziato questa guerra? Sono queste le domande che dobbiamo farci, non fare affermazioni che servono soltanto a chiudere frettolosamente un argomento di importanza strategica come la guerra in Siria

Tra l’altro se non fosse per i Russi che hanno aiutato Assad bombardando i terroristi, la guerra sarebbe già finita e l’ISIS avrebbe preso Mahin, Sadad, Homs e Damasco. La testa di Assad sarebbe su un palo, per la felicità di tutto l’occidente, e migliaia di innocenti avrebbero versato il loro sangue.

Continua qui per capire quali e quanti sono gli schieramenti in Siria

Per l’immagine di copertina si ringrazia https://pixabay.com/it

 

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