Water, sigarette e Propaganda

Water e Propaganda spiccia anni ’30, questa è la Russia dei media occidentali. Cercando su Google la parola “Russia” infatti, ci vengono presentati questi risultati:
Search Russia
Al primo posto appaiono tanti Water, (volgarmente noti con definizioni meno fini) tutti allineati e con tanto di tavoletta alzata. Questa è la Russia di RaiNews24, il TG del servizio Pubblico RAI che da quest’anno si è ufficialmente imposta ufficialmente come TASSA sull’energia elettrica (8 euro e 33 centesimi al mese di contenuti vuoti e asserviti al sistema). Un articolo su di un furto di 624 Water nella Repubblica Ciuvascia, il tutto mentre in Siria i russi stanno cercando di proteggere il governo legittimo siriano dai cani sciolti dell’ISIS appoggiati dalla NATO.
Al secondo posto c’è la polemica su di un poster della campagna pubblicitaria anti fumo in Russia, di cui a quanto pare c’è solo una foto in giro, quella pubblicata sul profilo facebook di Dmitry Gudkov, politico russo filo occidentale
http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2016/02/18/foto/russia_campagna_anti_fumo_barack_obama-133698593/1/#1
Il poster pare abbia una diffusione ridotta a qualche fermata degli autobus di Mosca, e recita:

“Non fumare, non fare come Obama”
“Il fumo uccide più persone di Obama, e lui ne uccide davvero molte”

Evitando di soffermarsi sull’evidente impossibilità che il ministero della salute russa abbia ufficialmente autorizzato una simile vignetta, ci si chiede: Chi può negarlo?
Basterebbe contare le vittime provocate dal sostegno all’ISIS dell’amministrazione Obama per raggiungere numeri da sterminio.

Ma il deputato russo filo occidentale Dmitry Gudkov, che ha pubblicato sul suo profilo Facebook la foto del poster, affisso alla fermata di un autobus, dichiara:

“Sono disgustato e imbarazzato che cose come queste appaiano per le strade della capitale russa”

Al terzo posto abbiamo una Russia (come al solito) che quando difende i propri interessi (a scapito di quelli di certi ambienti occidentali) è stritolata dal costo del denaro con un bel +13% di inflazione.
Ma proviamo invece a cercare la stringa “USA” e vediamo Google cosa va a pescare:

 

Search USA

 

To’…ti sparano in prima riga Obama che riallaccia i rapporti con Cuba! Ma che meritevole premio Nobel per la pace vero?
E poi ben due articoli contro Donald Trump che (ma guarda un po’) durante uno degli ultimi dibattiti a “Face the Nation”, polemizzando con Jeb Bush (fratello del beneamato burattino guerrafondaio), ha toccato argomenti tabù come l’abbattimento delle Twin Towers l’11 settembre del 2001, le bugie di Colin Powell sulle spore di antrace nella boccetta evidentemente vuota portata alle Nazioni Unite e le inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.
Tant’è che un grosso commentatore progressista, Jonathan Chait del New York Magazine, ha usato la parola “eresia” per descrivere i pensieri di Trump, accusandolo di aver condotto

“il dibattito più eretico fino ad oggi”

contestando la “narrativa” sull’11 Settembre e le guerre di Bush.
Una narrativa “ufficiale” che i media e i politici non possono azzardarsi a toccare. L’11 settembre è un capitolo chiuso che deve essere accettato dalla “narrativa ufficiale” e che non deve essere riaperto pubblicamente, tantomeno criticato.
Questa è la condizione in cui versa l’informazione occidentale, e dopo decenni cresciuti a pane e film americani autocelebrativi, in cui eravamo sempre dalla parte del bene supremo, più passa il tempo e più ci accorgiamo nostro malgrado di essere dalla parte sbagliata della barricata, servitori di un sistema non solo malandato, ma profondamente malato.

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